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Lo sterminio dimenticato.

Il popolo romanì e la Shoah. ppt

Complessivamente gli zingari che abitavano nei territori europei che nel corso della seconda guerra mondiale caddero sotto le armi dell’Asse erano poco meno di un milione. Il dato è ovviamente approssimativo, per mancanza di ricerche specifiche e anche per le abitudini nomadi di una parte di sinti e roma, che rendono particolarmente difficile quantificare la consistenza della comunità. Alla conclusione del conflitto, nel maggio del 1945, oltre 200.000 non erano più in vita, vittime delle politiche di annientamento di massa messe in atto dal regime nazionalsocialista. Tra zingari tedeschi e austriaci gli uccisi furono più di 15.000. La loro sorte si Memoriale alle vittime di Mauthausenconsumò nei campi di concentramento quali Buchenwald e Sachsenhausen, nelle camere a gas dei campi di sterminio ci Chelmno e di Auschwitz-Birkenau, nelle fucilazioni collettive operate dalle Einsatzgruppen della SS nei territori occupati dell’Unione Sovietica o dai reparti della Wehrmacht nei Balcani, ma anche tra i sopravissuti non pochi furono coloro che avrebbero portato per sempre nel proprio corpo segni indelebili delle persecuzioni: la sterilizzazione coatta, misura introdotta dal regime con le leggi del 14 luglio 1933 e del 26 giugno 1935 allo scopo di “prevenire la trasmissione di caratteristiche ereditarie indesiderabili”, ne colpì molti. ( da Brunello Mantelli, introduzione al libro di Guenter Lewy, La persecuzione nazista degli zingari, Einaudi, Torino 2000, p. XI)

 

 

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