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La Shoah: letture e film

Presentiamo in questa sezione un elenco di libri e film che raccontano storie di persone che hanno vissuto la guerra, la deportazione e lo sterminio. Si tratta di libri e film per lo più noti e conosciuti e che tuttavia possono rappresentare un momento importante del lavoro intorno ai temi della storia e della memoria della shoah.
La proposta didattica che formuliamo in queste pagine è quella di un uso meditato della letteratura e del cinema all’interno di un percorso storico che intende collocare la shoah nella storia del novecento, sottolineandone da un lato l’unicità, senza per questo farne un evento metastorico, inspiegabile e quindi incomprensibile.

Il racconto, inteso come narrazione letteraria o filmica, costituisce uno dei modi per accompagnare gli studenti nel difficile percorso di ricostruzione dei processi storici, di formazione dell’identità e della memoria collettiva. Vi sono poi le pagine di storia dei manuali scolastici, i saggi storiografici, i documenti e le testimonianze.

Le storie, siano esse narrate con le parole o con le immagini, generano nel lettore o nello spettatore un coinvolgimento emotivo immediato dal quale si può partire per avvicinarsi al libro o al film, ma sul quale si deve lavorare per giungere ad una percezione consapevole del punto di vista dell’autore e un uso critico del testo come fonte storica.

In entrambi i casi, il libro e il film rappresentano un punto di vista e non la storia della shoah. Ed è proprio su questa soggettività dell’opera che occorre soffermarsi per far sì che si costruisca un sapere storico sull’evento e non una diffusa empatia che potrebbe anche generare reazioni opposte da quelle che l’insegnante si è proposto di far nascere.
Come sostiene Georges Bensoussan mostrare a che cosa sono stati ridotti degli esseri umani, e in che cosa si sono trasformati, non aiuta a chiarire il percorso politico di questo crimine di Stato. Mostrare immagini sconvolgenti o far leggere racconti drammatici reca in sé il rischio di indugiare troppo sulla pornografia del dolore, se contemporaneamente non sono offerti gli strumenti per elaborare le emozioni suscitate dalla visione o dalla lettura.

Per quanto concerne l’uso della letteratura
nell’insegnamento della storia, molto è stato detto e gli insegnanti da tempo lavorano sul testo letterario attingendo alle teorie della narratologia che permettono di affrontare il testo collocandolo nello spazio e nel tempo, analizzando i personaggi, le strutture del racconto, le tecniche della rappresentazione e la tipologia dei personaggi.

Per quanto concerne il cinema invece ci sembra di dover sottolineare che il film non deve essere considerato un documento storico sulla shoah, ma un complesso testo visuale che ha bisogno di essere contestualizzato nel presente di chi lo ha creato, nel passato che racconta e nel presente di chi lo vede. Tre diversi piani temporali su cui si intrecciano saperi, culture ed emozioni, dell’autore e dello spettatore.
In questa prospettiva si dà per scontata l’idea che il cinema, sia esso documentaristico o finzionale è sempre una messa in scena della realtà che avviene principalmente tramite la selezione delle immagini e il loro montaggio secondo un punto di vista molto preciso che è quello dell’autore che pone il suo sguardo sul mondo rappresentato. Il cinema non riproduce la realtà ma la reinventa.

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