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ALBERTO PRETESE

Intervistato a Milano il 19 maggio 2007. Durata 2h. VEDI L'INTERVISTA IN ISTITUTO.
Tolentino 26 dicembre 1922. Abitò a Tolentino fino all'età di 16-17 anni, quando si trasferì a Milano con la famiglia. Il padre era capomastro in una vetreria e la madre era casalinga. Fece il servizio militare all'età di 19 anni a Palermo e a Verona e Santa Maria di Galeria vicino Roma nell'officina mobile del reparto Ariete. L’'8 settembre 1943 si trovava a Tivoli e cercò di fare ritorno a Milano passando per l’Aquila. A L'Aquila incontrò dei tedeschi che lo invitarono a recarsi Toto Claudi. Riuscì a scappare e arrivò a Tolentino, dove viveva sua nonna. Il 23 settembre del 1943 decise di andare in montagna. Fu uno dei primi partigiani che si radunarono a San Giuseppe di Tolentino. Non disponevano di armi. Da San Giuseppe i partigiani si spostarono a San Maroto, e Pretesi si unì ai giovani di Montalto divenendo il
vice di Achille Barilatti. Riuscì a salvarsi durante l’eccidio di Montalto del 22 marzo 1944, infatti prima che fossero fucilati gli ultimi cinque uomini, tra i quali vi era Pretese, giunse sul posto un tenente tedesco che ordinò al plotone di sospendere l'esecuzione. Pretese. e i suoi compagni furono picchiati nella sede del fascio di Camerino. Il giorno successivo furono interrogati, processati e fu inflitta loro una condanna di dieci anni. La sua prigionia ebbe fine con la Liberazione. Da allora Alberto Pretese, che nel dopoguerra si era trasferito Milano e che era molto attivo nell'ANPI, tornò tutti gli anni a Tolentino, di cui ebbe la cittadinanza onoraria. Nel suo paese, dopo la Liberazione, erano stati sepolti diciannove
dei trentuno partigiani caduti a Montalto, e Pretese non volle mai mancare alla commemorazione delle vittime della strage alla quale era sopravvissuto. Dopo la sua morte, il 4 giugno 2007, (è deceduto all'ospedale dopo essere stato travolto sotto casa, sulle strisce pedonali, da un motociclista), Pretese ha voluto tornare per sempre con i suoi compagni di lotta: cremato, è stato tumulato nel Famedio dei Caduti del cimitero comunale di Tolentino. I luoghi in cui operò furono: Tolentino, Montalto, San Giuseppe di Tolentino, San Maroto, Campo Rotondo, Caldarola. Nell’intervista racconta dei seguenti partigiani: Achille Barilatti (Comandante Gruppo Di Montalto), Aroldo Ragaini, Pacifico Nerpiti, Nello Salvatori, Pino Guerrieri, Luigi Angeli, Spartaco Perugini, Acciaio (Comandante Gruppo 201), Stanislao Starkel, Audio Carassai, Luigi Pisani.


 


 

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